[–] 2 points 1 week ago

Nessuno metterebbe in dubbio l'importanza di verificare nuove prove ed essere sempre disponibili a cambiare idea con umiltà. Il detto "sbagliando si impara" è alla base del progresso, sia scientifico sia sociale. Ma è altrettanto importante avere la capacità di accettare il dato di fatto che molto spesso i dati sono insufficienti per arrivare a una conclusione e per farsi un'idea. Oppure i dati potrebbero essere stati interpretati male. Anche questo è un segno di grande umiltà, che purtroppo nessuno considera, anche nel mondo scientifico.

Se hai cambiato idea sulla base di nuove prove, significa che l'idea che ti eri fatto precedentemente non era supportata da prove sufficienti o affidabili, perciò avevi commesso un errore di valutazione. In sintesi, se hai cambiato idea vuol dire che hai sbagliato e in teoria dovresti ammetterlo. E non mi sembra che la scienza odierna sia arrivata a questo livello di umiltà.

Infatti se io oggi provo a mettere in dubbio un presupposto scientifico (esattamente come fece Albert Einstein), nel 99% dei casi ottengo una risposta che sta sulle difensive, senza neanche un tentativo di ascoltare. Ho notato che solitamente c'è un rifiuto psicologico ad ascoltare tutto ciò che potrebbe compromettere le certezze sulle quali gli "esperti" hanno costruito la propria carriera e la propria reputazione. È un problema psicologico insormontabile.

Poi la realtà è sempre più articolata e può anche succedere che, dopo aver indagato, si arrivi alla ragionevole certezza che una teoria non sia realista. Per esempio quando uno scettico indaga sul un'ipotesi "terrapiattista" e non trova prove convincenti a supporto, anzi trova prove contrarie. Ebbene questo scettico difficilmente cambierà idea in futuro, per quanto sarà sempre disponibile ad ascoltare e analizzare nuove teorie terrapiattiste con la massima umiltà.

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  • [–] 1 point 2 weeks ago

    Comunque io penso che gli attriti tra le due categorie siano sempre esistiti e siano causati da una questione di autodifesa. Probabilmente è una naturale reazione psicologica. Ma bisognerebbe prenderne coscienza. Da quello che ho notato, soprattutto i fisici non accettano assolutamente critiche dai filosofi della scienza o da chiunque altro non conosca il linguaggio matematico e si esprima solo col linguaggio verbale. Spesso dicono che sono solo chiacchiere, mentre loro invece lavorano con i numeri.

    Effettivamente il linguaggio verbale può anche diventare astratto, ambiguo e fuorviante, perciò viene spesso classificato come inadatto alla scienza. Ma escluderlo completamente sarebbe una follia da estremisti!

    Infatti un professore universitario non può fare a meno del linguaggio verbale per tenere una lezione di fisica o matematica, così come un fisico sperimentale deve necessariamente ricorrere a ragionamenti logici (verbali) per progettare un esperimento e per interpretare i risultati in modo efficace e credibile. E se vuole pubblicare i risultati (numerici), per spiegarli deve necessariamente utilizzare anche il linguaggio verbale.

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  • [–] 1 point 2 weeks ago

    Ho come il sospetto che in questo caso "ridurre la distanza" significhi aumentare l'influenza della politica italiana sulla ricerca...

    Forse stanno pianificando di tornare alla costosissima energia nucleare dietro la spinta di qualche multinazionale? E ovviamente i precedenti referendum non contano più nulla perché vanno considerati scaduti?

    Allora se dobbiamo accettare la scadenza dei referendum a questo punto io pretendo che, assieme al nucleare, torni anche il Re e il Regno d'Italia!!

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  • [–] 1 point 3 weeks ago

    Quando la scienza incrocia la politica...
    Il fisico Parisi fa benissimo a ricordare le responsabilità politiche di una tardiva regolamentazione. L'opinione pubblica dovrebbe prenderne coscienza.

    Sarebbe ancora meglio però se l'opinione pubblica sapesse che una regolamentazione limitativa è realisticamente impossibile da realizzare perché la supremazia militare delle superpotenze è direttamente proporzionale ai progressi dell'AI. Perciò USA e Cina non lo permetteranno mai! Probabilmente Parisi lo ignora in quanto inesperto in geopolitica.

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  • [–] 1 point 1 month ago

    E chissenefrega di sapere se stiamo invecchiando più o meno velocemente! A me (e suppongo a tutti gli adulti) interessa soprattutto prevenire-evitare le malattie croniche tipiche della terza età, oppure non beccarsi improvvisamente un cancro, o almeno individuarlo in tempo, così da non aggravare la situazione.

    A noi adulti interessa uno screening completo a scopo di prevenzione, al fine di trascorrere il resto della vita in salute o comunque in condizioni di indipendenza. Non si capisce a cosa servirebbe vivere fino a 110 anni malato e allettato... A deprimersi?

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  • [–] 1 point 2 months ago

    Scusate se rompo le scatole con le mie solite critiche giornalistiche, però il titolo e la parte iniziale dell'articolo sono palesemente fuorvianti e scritte in modo errato perché parlano di "antiossidanti" al plurale, lasciando intendere che tutti gli antiossidanti inibirebbero il sistema immunitario... Cioè tutti gli antiossidanti sarebbero alleati dei tumori? Falso!

    In realtà a Cambridge hanno scoperto che uno specifico antiossidante chiamato PRDX1 (solo questo e nessun altro), rilasciato in grosse concentrazioni, inibisce i linfociti T i quali non riescono più a distruggere il tumore. Perciò questo studio non contraddice affatto le altre ricerche che avevano evidenziato come la crescita del tumore sia alimentata dallo stress ossidativo delle cellule.

    Se ne deduce che: 1) gli antiossidanti naturali di origine alimentare, quelli che lavorano in sinergia, sono stati e sono tuttora un'ottima prevenzione contro il cancro; 2) il giornalismo scientifico si è ormai ridotto a raccontare frottole pericolose per la nostra salute, pur di realizzare degli scoop a tutti i costi.

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  • [–] 1 point 2 months ago* (last edited 2 months ago)

    I vantaggi concreti nell'utilizzo della luce solare anziché del laser, non sembrano tanto chiari... Per risparmiare un po' di energia che serve ad alimentare un laser? Tutto qui?

    Comunque è bene che se ne parli. Anche se la strada è lunga, è inevitabile che arriveremo prima o poi a gestire comunicazioni quantistiche, ossia comunicazioni a velocità immediata per esempio tra la Terra una futura base lunare o marziana. È solo questione di tecnologia.

    Infatti in teoria basterebbe collocare a metà strada un satellite che genera fotoni gemelli "entangled": un fascio indirizzato verso la Terra e uno verso la base extraterrestre. Le modifiche apportate sulla Terra ai fotoni ricevuti, sarebbero misurabili immediatamente sul lontano fascio di luce gemello.

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